IL CAPPERO PUO’ ESSERCI DI GRANDE AIUTO.

Il cappero appartiene alla famiglia delle Capparidacee, pare sia originario dell’arcipelago greco, della Turchia e dell’Egitto, cresce spontaneo nelle fenditure delle rocce e nelle zone ruderali in tutta la regione mediterranea.
Oggi il cappero, nella sua varietà non spinosa, è molto coltivato in Sardegna, Sicilia ed in Riviera, come pianta ruderale è presente anche in alcune località del Piemonte.
Le parti utilizzate in erboristeria ed in cucina sono la corteccia delle radici ed i boccioli fiorali. Il cappero stimola l’appetito e le funzioni digestive, ma ha soprattutto un ottimo effetto diuretico. A tale scopo si usa principalmente la scorza della radice.
Può essere molto prezioso ed utile per curare: acne rosacea, affezioni vasali del viso e delle estremità, disturbi epatici, emorroidi, eritemi, infiammazioni della bocca, ingorghi della milza, stati di debolezza generale.
In erboristeria si può acquistare la corteccia delle radici essiccata, mentre i boccioli si acquistano comunemente, conservati sotto sale o sotto aceto, nei negozi alimentari.
Per preparare vino medicinale: porre una manciata di scorza delle radici in 1 litro di vino rosso di buona qualità, lasciare macerare per due settimane agitando spesso, filtrare ed imbottigliare.
Per preparare un infuso di corteccia delle radici: portare ad ebollizione 1 litro di acqua e aggiungere una manciata di scorza delle radici, togliere dal fuoco, lasciare riposare per circa 20 minuti e filtrare.
Per preparare olio medicamentoso: porre a macerare in 100 ml di olio di semi di sesamo, o di mandorle dolci, 10 g di scorza di radici grattugiata. Filtrare dopo dieci giorni ed utilizzare per frizioni ed unzioni.

di Lauretta Franchini

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