ITALIA/CASERTA: IL SOGNO DELLA REGGIA DI CASERTA.

Nel 1751, Luigi Vanvitelli incaricato da Carlo III di progettare la Reggia di Caserta, impostò da architetto e da ingegnere tutti i problemi di ordine pratico relativi al funzionamento dell’intero complesso architettonico di quella che doveva essere non soltanto una residenza reale ma, come Versailles, la sede decentrata di tutti i servizi governativi.
Vanvitelli progettò così un grande edificio rettangolare con quattro grandi cortili, vere e proprie piazza divise da quattro bracci che incrociandosi formano al centro un “grande portico”, con gallerie radiali o a raggiera.
Le lunghe facciate della Reggia, sono rialzate da terra da un alto basamento in stile rustico, pensato per alleggerire l’intera struttura e dare ancora più risalto all’interminabile fila di finestre che si susseguono.
L’intero complesso sistema costruttivo e prospettico della Reggia di Caserta è impostato sulla pura e classica forma della colonna, che è al contempo supporto strutturale, elemento decorativo ma anche, regolatore della luce.
La purezza già neoclassica dell’ambiente non è dunque data dall’imitazione dell’antico in senso proprio, inteso come copia ma, è raggiunta con la proporzione, che ritrova una forma classica,uno spazio sentito come luce ed armonia.
La Napoli di allora, con il grande apporto reso dagli scavi di Ercolano e Pompei, fu una delle più grandi sorgenti della cultura neoclassica.
Questo il passato glorioso ed illuminato della Reggia di Caserta, che oggi versa in uno stato di degrado e abbandono, è infatti necessario un intervento urgente da parte dei Beni Culturali, degli Enti locali, della Regione Campania , del Comune di Caserta e dell’Agenzia del Demanio.
L’intervento è stato richiesto con carattere di urgenza dai presidenti delle commissioni cultura di Camera e Senato in seguito a segnalazioni di spaccio di droga nel Parco ed incuria generalizzata, ambulanti clandestini ed attuale crollo del numero di visitatori. Ministero dei Beni Culturali ha previsto un finanziamento di 22 milioni di euro finalizzati al restauro delle facciate, di cui il primo lotto è ancora in corso di erogazione mentre occorre affrontare prima quanto prima la questione della sicurezza e del decoro del Parco.
Il risanamento dell’economia italiana, sempre più necessario, non può certo non comprendere una rivalutazione ed una promozione delle nostre bellezze storico-artistiche.

di Lauretta Franchini

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