LA PITTURA DEI BAMBOCCIANTI.

La pittura cosiddetta “di genere” fu, nel Settecento,  molto intenso vivace ed articolato e molti furono i pittori che si cimentarono nella produzione di pitture aventi come soggetti: scene di vita corrente, popolana, mendicanti all’opera, piccoli mercanti, donne impegnate nei lavori domestici, soldataglia e cosi via.
Lo sguardo attento dell’artista è volto a rappresentare la realtà, ma nel complesso più come gusto del grottesco, ai limiti del sadismo, che non come indagine intellettuale o interesse morale, nulla a che vedere con il precedente “verismo caravaggesco” comunque per il suo tempo ritenuto irriverente.
Gli esponenti di questo tipo di pittura sono per grande parte fiamminghi e olandesi, anche austro-tedeschi; molti di costoro attivi anche in Italia, nella scia del gruppo dei “bamboccianti” insediatisi a Roma nel secolo precedente
Tra le personalità artistiche di un certo rilievo figura Giacomo Ceruti, detto il Pitocchetto, attivo in particolare in ambito bresciano. La definizione di “pittore della realtà” appare calzante anche per l’artista inglese William Hogarth, il cui impegno interpretativo amaramente satirico nei confronti della società del suo tempo gli conferisce una dimensione culturale diversa.

di Lauretta Franchini

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