L’ALTARE DELLA PATRIA, IL VITTORIANO.

L’ALTARE DELLA PATRIA, conosciuto come il “Vittoriano”, il monumento in onore di Vittorio Emanuele II di Savoia, in Piazza Venezia, primo re dell’Italia unificata, fu iniziato nel 1885 e inaugurato nel 1911. Il re è raffigurato in una statua equestre in bronzo dorato, sovradimensionata come il monumento e lunga 12 m. In perfetto stile neoclassico celebra la grandezza e la maestosità di Roma e dei Savoia.

L’edificio ospita il Museo del Risorgimento, costruito in austero marmo bianco, la “torta nuziale” o “macchina da scrivere” (due dei molti soprannomi attribuiti al monumento non sempre positivi) non riuscirà mai ad inserirsi armoniosamente tra gli edifici circostanti.
E’ infatti considerato un chiaro esempio di architettura fredda e pomposa. Forse il nome con cui viene più spesso chiamato, da quando accoglie il “milite ignoto” è Altare della Patria.

Nel 1880, dopo la morte di Vittorio Emanuele II fu bandito un concorso internazionale, per la realizzazione di un monumento che celebrasse il “padre della Patria” e con lui l’intera stagione del Risorgimento vinto dal francese Nenot che però non diede seguito al progetto. In seguito nel 1882, fu bandito un secondo concorso, furono presentati 98 progetti e la commissione esaminatrice votò all’unanimità la proposta di Giuseppe Sacconi, un giovane architetto marchigiano. In origine per la realizzazione del monumento era previsto l’utilizzo del travertino romano ma, in seguito, venne utilizzato il “marmo botticino”, famosa pietra di provenienza bresciana.
Per procedere alla realizzazione del progetto, tra il 1885 ed il 1888, furono necessari numerosi espropri e demolizioni nella zona adiacente al Campidoglio.
La statua equestre di Vittorio Emanuele II di Savoia fu affidata ad Enrico Chiaradia già nel 1889, fu completata da Emilio Gallori ed inaugurata nel 1911.
Dopo la morte del Sacconi, nel 1905, i lavori proseguirono sotto la direzione di Gaetano Koch Manfredo Manfredi e Pio Piacentini. Il complesso monumentale fu inaugurato da Vittorio Emanuele III. Il 4 giugno del 1911, i lavori furono tuttavia completati solo più tardi fra il 1924 ed il 1927 dagli scultori Carlo Fontana e Paolo Bartolini ed in modo nel 1935.

di Lauretta Franchini

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