ROMA: CASTEL SANT’ANGELO.

ROMA: CASTEL SANT’ANGELO, sorto tra il 130 ed il 138 d.C. come Mausoleo dell’Imperatore Adriano, fu trasformato nel medioevo, in virtù della possente mole e della sua posizione strategica nella cittadella di Roma, simbolo del potere papale.
La struttura è caratterizzata al suo interno da un intricato dedalo di corridoi, sale, stanze, scale, cortili, passaggi e terrazzi.
Nei quasi duemila anni della sua esistenza la Mole Adriana (Hadrianeum), ha subito una grande quantità di riadattamenti e destinazioni d’uso, da sepolcro monumentale della famiglia imperiale, a caposaldo delle mura cittadine, a castello e cittadella papale, fino a divenire carcere di Stato.
Nelle sue celle furono infatti, rinchiusi numerosi personaggi celebri come l’orafo, scultore e scrittore Benvenuto Cellini che riuscì ad evadere; il filosofo Giordano Bruno, in contrasto con la dottrina ufficiale della Chiesa, rimase imprigionato nelle carceri di Castel Sant’Angelo per sette anni, fino alla sua condanna al rogo nel 1600.
Curiosamente, i prigionieri di riguardo erano affidati ad alcuni soldati veterani chiamati “provvigionati” con il compito di sorvegliare i carcerati e di preparare loro i pasti nel caso la famiglia non potesse provvedere.
Castel Sant’Angelo è una sintesi dell’evoluzione dell’architettura fortificata del medioevo fino all’età moderna, al nucleo cilindrico, nel XIII secolo sono state addossate tre torri, di forma circolare. Poi, nel Quattrocento, Antonio da Sangallo il Vecchio costruì intorno al complesso un recinto quadrato con torri poligonali infine, intorno al 1560 Pio IV fece costruire un’imponente cinta pentagonale bastionata, adatta alla difesa con le armi da fuoco, progettata da Giuliano da Sangallo.
All’interno del castello è ospitato il Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo che offre una ricca collezione di opere d’arte, esposte nelle varie sale, stanze ed ambienti della fortezza. Nelle Sale di Clemente VII vi sono conservati notevoli dipinti tra cui: il San Girolamo nel deserto di Lorenzo Lotto e la Madonna in gloria e santi di Luca Signorelli.
Nel cortile di Alessandro VI, dove nel Rinascimento si tenevano spettacoli teatrali e sontuose feste in costume vi erano custoditi 84 orci che contenevano l’olio usato come provvista alimentare in caso di assedio.
Nella camera detta “dell’Archivio segreto e del Tesoro” si trovavano i forzieri nei quali erano custodite le ricchezze della Chiesa portate dai pontefici che si rifugiavano nel castello in caso di pericolo. Particolarmente interessante è la botola-trabocchetto, profonda nove metri, che si trova nella Sala dell’Apollo e risale all’epoca di Paolo III.
Castel Sant’Angelo prende il nome attuale dalla statua bronzea dell’arcangelo Michele, opera di Pieter van Verschaffelt di Gand del 1753, posta sulla terrazza del castello.
La scultura ricorda un episodio leggendario verificatosi nel 590. quando a Roma imperversava una terribile pestilenza. In occasione di una processione fatta per scongiurare questo terribile flagello, papa Gregorio Magno ebbe la visone di un angelo, apparso sulla sommità dell’edificio, nell’atto di rinfoderare la spada, annuncio simbolico di vittoria quindi, della fine dell’epidemia.

di Lauretta Franchini

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