RIOFREDDO IL MUSEO DELLE CULTURE-VILLA GARIBALDI.

Riofreddo è un piccolo paesino dell’Alto Lazio, al confine tra il Lazio e L’Abruzzo, terra strategica di frontiera. Il “Rio freddo” oggi “fosso Bagnatore” è un affluente dell’Aniene.
Come molti altri paesini della Valle dell’Aniene, anche Riofreddo fu dapprima avamposto degli Equi poi, arrivarono i Romani che compresa la posizione strategica del territorio iniziarono a combatterli e successivamente crearono le colonie di “Alba Fucens” nel 303 a. C. e di “Carseoli” nel 298 a. C.
Tra l’VIII ed il IX secolo d. C arrivarono a Riofreddo i monaci basiliani, di origine orientale e vi costruirono il Convento e la Chiesa di San Giorgio.
La costruzione del castello e del borgo medievale del paese è invece opera della famiglia Colonna che lo conservò come feudo fino al XVI secolo poi, nel ‘500 circa lo acquistò la famiglia Del Drago che lo tenne fino al XIX secolo, per cederlo poi ad una famiglia imparentata ci Del Drago la famiglia Pelagallo.
Già nel XIV secolo Riofreddo era dotato di un ospedale il Santissima Annunziata.
A partire dal XVIII secolo, grazie agli accordi tra lo Stato Pontificio ed il Regno di Napoli, Riofreddo divenne “crocevia di importanti traffici commerciali”.
Il Museo delle Culture di Villa Garibaldi di Riofreddo è il quarto museo del Sistema Museale MedAniene, l’ultima importante tessera del mosaico, l’anello mancante.
Diviso in quattro importanti sezioni: acheologica, demoetnoantropologica, garibaldina e storica è unico nel suo genere ed attira ogni anno molti visitatori e scolaresche.
Nella sezione archeologica, il museo conserva reperti paleontologici di pachidermi del Pleistocene medio da circa 900.00 a 130.000 anni fa, relativi allo studio delle piante e degli animali vissuti sulla Terra in epoche geologiche precedenti la nostra, molti anche i reperti Equi e Romani esposti.
Al confine tra il Comune di Riofreddo e quello di Cineto Romano, a 764 metri slm era situata la Necropoli di Casal Civitella.
Nella sezione demoetnoantropologica sono esposti con rigorosa cura gli strumenti utilizzati dagli allevatori, dai contadini e dagli artigiani del posto, il tutto per ricostruire in modo minuzioso quella che era “l’identità del popolo riofreddano” nella sua interezza ed autenticità.
Quanto a Garibaldi, nella Villa Ricciotti di Riofreddo, Ricciotti Garibaldi appunto, l’ultimo figlio di Giuseppe e Anita Garibaldi venne in villeggiatura sin dal 1888 e quattro anni dopo ne fece la sua residenza fissa.
Italia, figlia di Ricciotti Garibaldi, morì nel 1962 e nel testamento volle erede della casa di Riofreddo e dei cimeli in essa contenuti un’associazione lagata agli ideali della Resistenza, ma non fu così e la casa andò in rovina fino all’avvio del “Museo delle Culture di Villa Garibaldi” che ha restituito al tutto la giusta e doverosa importanza!

di Lauretta Franchini

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