I TUMORI BENIGNI DEL CERVELLO.

I tumori benigni del cervello sono neoformazioni speso asintomatiche che però, superata una certa dimensione, possono diventare pericolosi perchè  danneggiando il tessuto sano riducono importanti funzionalità. Il cervello, come le altre regioni del corpo, può essere sede di tumori maligni o benigni, con la particolarità però che anche questi ultimi sono pericolosi , poiché sviluppandosi danneggiano le aree cerebrali circostanti. IL cervello occupa interamente l’interno della cavità cranica e non può inglobare o contenere un tumore. E’ per questo motivo che tutti i tumori del cervello, benigni o maligni che siano, possono avere un esito letale poiché aumentano la pressione intracranica.

Esistono vari tipi di tumori del cervello, vengono definiti tumori primitivi quelli che interessano il tessuto cerebrale, le meningi e l’ipofisi (glioma, meningioma, neurinoma e adenoma).

Tra i tumori benigni del cervello,  i tumori ipofisari, per l’importanza fondamentale dell’ipofisi nella regolamentazione delle ghiandole ormonali, comportano in breve tempo disturbi delle funzioni genitali, delle ghiandole surrenali e della tiroide. I tumori secondari interessano invece le ossa craniche o sono una complicanza di altri tumori (metastasi). Il cancro del polmone, in particolare, produce metastasi al cervello. Lo stesso fenomeno si manifesta nei tumori dello stomaco, dell’intestino, del seno e dei reni. Il tumore benigno più frequente è il meningioma che appare a livello delle meningi e si sviluppa lentamente. Si manifesta intorno ai 40 anni e colpisce due volte di più le donne che gli uomini. Le forme maligne, quali il medulloblastoma che colpisce soprattutto i bambini e il glioblastoma nell’adulto, si sviluppano molto più rapidamente e distruggono anch’esse i tessuti circostanti. I sintomi sono: cefalee persistenti e di intensità crescente, disturbi circolatori, nausea, vomito, stordimento, crampi, modificazioni del comportamento, paralisi, irritazione e disturbi funzionali degli organi di senso (disturbi visivi, uditivi, compresa la cecità, la sordità e le difficoltà respiratorie) e le modificazioni del fondo dell’occhio come pure alcuni sintomi neurologici.

La gravità della malattia dipende dalla possibilità di un’asportazione chirurgica del tumore. L’esito di un tumore benigno può essere positivo se l’intervento consente di eliminarlo con successo e se il tessuto circostante non è stato eccessivamente danneggiato. Tuttavia, un intervento di chirurgia cerebrale provoca spesso conseguenze fisiche e intellettive. Il paziente deve talvolta riapprendere i più elementari gesti della vita quotidiana. A tale scopo, esistono centri di rieducazione specializzati che assicurano una cura ed una recupero ottimale dei pazienti.

di Lauretta Franchini.

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