LE ERBE MEDICINALI IN GIARDINO.

Lavanda

Le erbe medicinali, le troviamo già coltivate in specifici giardini già al tempo delle comunità monastiche medievali. E’ risaputo che il Monastero di San Gallo in Svizzera, nell’830  aveva sedici spazi predisposti per la coltivazione delle erbe medicinali. Alcuni progetti per un monastero a Canterbury  prevedevano di adibire un appezzamento di terreno a “giardino delle erbe medicinali”.

Uno dei primi giardini destinati a fornire piante per lo studio fu quello annesso alla Scuola di Medicina dell’Università di Padova, creato nel 1545 e ancora oggi esistente, fino a quel momento gli studenti avevano lavorato soltanto sugli erbari. Nel corso del Cinquecento botanica e medicina, che fino ad allora erano unite in un solo corso di studi, iniziarono ad essere insegnate separatamente. A Pisa si costituì un “herbarium”, nel quale si conservavano su carta le piante compresse e secche, entro breve tempo Firenze, Roma e Bologna predisposero la realizzazione di giardini di studio e ben presto in tutta l’Europa si seguì l’esempio italiano.

Verso la fine del XVII secolo si erano istituiti giardini medici a Heidelberg, Leida, Montpellier, Strasburgo, Oxford, Parigi (il famoso e popolare Jardin des Plantes), Uppsala e Amsterdam, per nominarne soltanto alcuni, tutti legati ad Università in cui si insegnava medicina. A Londra il giardino medico di Chelsea, venne fondato dalla Benemerita Società dei Farmacisti. 

Del resto, già dalla fine del XV secolo un importante conseguenza dell’inizio delle esplorazioni e dello sviluppo dei commerci con i paesi esotici fu l’aumento della quantità e della varietà delle erbe e delle spezie rese disponibili in Europa. I maggiori centri di diffusione delle erbe medicinali e delle spezie furono l’Inghilterra e L’Olanda, la prima li importava principalmente  dall’India e da Ceylon mentre gli olandesi dalle Indie Orientali.

Le importazioni dal Nuovo Mondo riguardavano innanzitutto erbe, spezie e piante di ogni genere, ma i colonizzatori europei manifestarono anche grande interesse alle cure praticate dagli indigeni ovvero, dagli abitanti del luogo. Nicola Monardes medico di Siviglia, fu uno dei primi a descriverle ed i suoi tre libri, pubblicati in Spagna rispettivamente nel 1569, nel 1571 e nel 1574, furono tradotti in italiano (titolo Felici notizie dal Nuovo Mondo), inglese, francese, fiammingo e latino a testimonianza del grande interesse suscitato dall’argomento.

di Lauretta Franchini

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