LE MALATTIE A TRASMISSIONE SESSUALE.

L’ AIDS ha assunto una tale risonanza da far dimenticare la gravità delle altre malattie a trasmissione sessuale. L’informazione sui rischi che esse comportano è un aspetto dell’educazione , la sessualità dei giovani è un fatto sociale importante, indubbiamente giustificato dal prolungamento del periodo di dipendenza familiare che c’è oggi rispetto al passato.

Le grandi malattie classiche: La gonorrea o infezione gonococcica o blenorragia è conosciuta fin dai tempi antichi. Nell’uomo, si manifesta sempre con sensazioni di bruciore nella minzione e perdite purulente dal meato urinario. Nella donna, i disturbi sono meno evidenti, talvolta limitati a una perdita vaginale purulenta o a fastidio durante i rapporti. Le complicazioni sono date dalla possibile diffusione dell’infezione all’utero e alle tube di Falloppio. Un terzo dei casi di sterilità ha questo origine.

La sifilide si manifesta con un ulcerazione che compare qualche giorno dopo un rapporto contagiante ed è facile da diagnosticare nell’uomo, meno nella donna perché l’ulcera può annidarsi nella parte più profonda della vagina ed essere così scarsamente individuabile. Con il passar del tempo l’ulcerazione si cicatrizza da sola e verso il secondo mese di contagio appare la roseola. È un’eruzione cutanea che interessa tutto il corpo, compreso il palmo delle mani e dei piedi.

Queste due fasi sono molto contagiose, poiché le lesioni contengono moltissimi esemplari di Treponema pallido, microrganismo responsabile della malattia. La terza fase si protrae per anni e interessa vari organi: cervello e nervi, articolazioni, valvole cardiache e aorta.

Per la prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale  sono stati attuati dei programmi per adolescenti e giovani ma c’è ancora molto lavoro da fare.Più frequenti di quanto non si creda sono poi le creste di gallo o condilomi acuminati, dovute a un tipo di papillomavirus, di cui certi ceppi favorirebbero l’insorgenza del tumore del collo dell’utero. Le infezioni dovute alla Chlamydia provocano, se non curate, forme croniche d’uretrite, di vaginite, di cervicite, di rettocolite. Le complicazioni possono essere: oculari, articolari e sterilità latente. Altri batteri come i micoplasmi, gli ureaplasmi e la Gardnerella possono a lungo termine portare alla sterilità.

Parassiti, qauli Trichomonas, le Giardia, trovano nella vagina un terreno propizio alla loro proliferazione. Tornando ai virus, non c’è solo il papilloma virus, ma anche l’herpes genitale, i citomegalovirus, i mollusca e le verruche, che possono provocare disturbi dolorosi.

A differenza delle malattie citate, per le quali esistono trattamenti efficaci se la diagnosi è sufficientemente precoce, per le malattie a trasmissione sessuale che seguono l’unico modo di uscirne è…..non entrarvi, non contagiarsi! Infatti solo la prevenzione limita i grandi rischi delle epatiti B, C e forse E, mentre il rischio di epatite A sembra meno legato all’attività sessuale. L’epatite B è la causa del 10% delle cirrosi epatiche più gravi inoltre, l’epatite C può evolvere in cancro del fegato. L’altro grande rischio ovviamente è quello di prendere l’AIDS.

La prevenzione è l’unica arma per difendere la nostra salute e per ridurre o annullare i rischi di contagio delle malattie sessualmente trasmesse si consiglia generalmente di. Limitare il numero dei partner, utilizzare il profilattico per i rapporti non stabili, vaccinarsi per prevenire le epatiti A e B.

di Lauretta Franchini

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