TENDINITE ACHILLEA: QUANDO CONSULTARE IL MEDICO.

La tendinite Achillea è una infiammazione del tendine di Achille. IL tendine e la guaina sinoviale si gonfiano e si ispessiscono, provocando dolori a volte molto intensi che rendono difficoltoso e doloroso camminare. L’infiammazione può essere dovuta ad una eccessiva pressione esercitata sul tallone per esempio durante una corsa. E’ un evento che si verifica spesso anche nel corso di esercizi fisici quali il salto con la corda, il trampolino o altri movimenti ginnici che determinano un eccessivo carico sul tallone.

I sintomi sono: dolore al polpaccio, sensibilità e difficoltà a camminare. Se dopo qualche giorno di riposo il dolore non scompare è necessario consultare il medico che, esaminerà il piede, verificherà se c’è un arrossamento, se c’è gonfiore, sensibilità e l’intensità del dolore in condizione di sforzo. E, se il dolore dopo qualche giorno non accennerà a diminuire prescriverà una radiografia per verificare se attorno al tendine si sono accumulati depositi di calcio.

QUALE LA TERAPIA?

La tendinite achillea richiede riposo e rilassamento del tallone. Si possono, per esempio, indossare scarpe con il tallone più alto e talvolta può rendersi necessaria una ingessatura. Si possono anche prendere degli antinfiammatori per combattere il meccanismo che produce il dolore. La terapia può includere anche sedute di fisioterapia e se nonostante tutto i dolori persistono può rendersi necessario un intervento chirurgico. Il chirurgo asporta il tessuto cicatriziale e le calcificazioni che talvolta si accumulano attorno al tendine di Achille.

La tendinite Achillea non è pericolosa ma può provocare disturbi e dolori e nei casi più gravi si può arrivare alla rottura del tendine che impone sei mesi di immobilità assoluta. Come sempre quindi è il caso di dire che prevenire è meglio che curare! Se si vogliono evitare spiacevoli inconvenienti occorre sempre adottare delle misure preventive e cioè: rispettare sempre i propri limiti; un’alimentazione povera di carni e frattaglie che producono rifiuti acidi come l‘acido urico ad esempio, una buona idratazione del tallone con acqua e bicarbonato e soprattutto l’uso di scarpe appropriate alle attività sportive svolte.

 

di Lauretta Franchini

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